Bollettino n. 21 del 15 luglio 2021

Bollettino Fitosanitario
Giovedì, Luglio 15, 2021

AGROFENOLOGIA E  MONITORAGGIO

 

I dati climatici settimanali

Le previsioni meteo della settimana

 

VITE 

Monitoraggo fenologico

Il monitoraggio fenologico è riferito alle zone della collina (litoranea e media). Nelle zone più interne della regione e in quelle a maggiore altitudine la fase fenologica porta annualmente un ritardo di almeno 10 giorni.

Varietà precoci (Moscato, Chardonnay): la fase prevalente è variabile da  "chiusura grappolo a inizio invaiatura"

Varietà medio-precoci (Pecorino):  la fase prevalente è variabile da  “chiusura grappolo a inizio invaiatura"

Varietà medio-tardive (Montepulciano): la fase prevalente è variabile da "pre-chiusura grappolo a chiusura grappolo”

 

Monitoraggio fisiologico

Sono chiaramente visibili, con una vegetazione stentata, a volte in blocco, i sintomi della carenza idrica.

Sicclità: sebbene la vite sia specie abbastanza resistente alla  siccità,   le  persistenti  alte  temperature  e la mancanza di precipitazioni, che, ormai  si  protraggono   da  diverse settimane, stanno deteirminando  uno stress idrico critico con  diminuzione o  l’annullamento  pressoché  totale  dell’attività  di assimilazione. 

 

Monitoraggo fitosanitario

Peronospora: nei campi monitorati e in generale non risultano infezioni in atto 

Oidio: nei campi monitorati  risultano poche infezioni in atto, con incidenza di danno inferiore al 5%. Solo in alcuni casi, prevalentemente nell'areale litoraneo della zona sud della provincia di Chieti, si arriva al 10%. 

Altre patologie: si segnalano viti con sintomi di mal dell'esca.

Tignoletta della vite (Lobesia botrana): catture ovunque quasi azzerate.  A consuntivo del volo di seconda generazione, si può dire che le catture si sono mantenute generalmente basse  e, in alcune aree, in particolare quella  delle Colline teatine, le catture si sono mantenute a livello di poche unità. Il livello di presenza più elevata è stato  rilevato negli areali frentano e vastese. Il monitoraggio visivo delle uova ha mostrato ovunque scarsa infestazione in conseguenza di un clima caldo e soleggiato. Il monitoraggio dei grappoli non rivela significativi danni da puntura e i pochi acini colpiti sono in via di disseccamento. 

Tignola rigata (Cryptoblabes gnidiella): le catture sono  in questa settimana sono in fase calante, genralmente nell'ordine di poche unità.

Altri insetti: presenza sporadica di sintomi di erinosi,  in alcuni casi molto evidenti. Si evidenziano foglie con le tipiche punteggiature determinate dai tripidi.

 

OLIVO

Il monitoraggio è riferito alle zone della collina (litoranea e media). Nelle zone più interne della regione e in quelle a maggiore altitudine la fase fenologica porta annualmente un ritardo di almeno 10 giorni.

 

Monitoraggo fenologico

Varietà di riferimento (Leccino): la fase prevalente è variabile da “ingrossamento frutti I stadio a indurimento del nòcciolo”

Varietà precoci (Cucco, Gentile di Chieti): la fase prevalente è variabile da "indurimento del nòcciolo a ingrossamento frutto II stadio"

Su olive da olio, dai monitoraggi effettuati in queste settimane, risulta una infestazione prossima allo zero o al di sotto della soglia economica di danno (10-15%) quasi ovunque,  con qualche eccezione sull'areale litoraneo e sulle olive che hanno drupe più grandi (es. Ascolana tenera e Cucco) 

 

Monitoraggio fisiologico

Sono visibili con foglie ingiallite (non per occhio di pavone o piombatura) e olivine disseccate, i sintomi da siccità.Sicclità: sebbene l'olivo  sia specie considerata molto resistente alla  siccità,   le  persistenti  alte  temperature  e la mancanza di precipitazioni, che, ormai  si  protraggono   da  diverse settimane, stanno deteirminando  uno stress idrico critico con  diminuzione o  l’annullamento  pressoché  totale  dell’attività  di assimilazione. 

Monitoraggo fitosanitario

Occhio di pavone: infezioni meno visibili anche grazie alla cascola delle foglie infettate.

Cercosporiosi (piombatura): infezioni visibili con una percentuale a volte  significativa 

 

Mosca olearia: nei campi monitorati (trappole a feromone), 0 (zero) catture. 

 

TECNICHE AGRONOMICHE

 

Potatura verde: nei vigneti tradizionali, soprattutto nella forma di allevamento a pergola abruzzese,  si stanno eseguendo operazioni di sfogliatura e sistemazione dei tralci al di sopra della rete, per separare la zona produttiva da quella vegetativa, rendendo  il grappolo più arieggiato.  Quest'anno le condizioni di siccità stanno limitando notevolmente l'accrescimento de germogli per cui era più che mai utile non sottoporre i tralci a cimature drastiche, peraltro non necessarie, e sfogliature eccessive, mantenendo sempre le foglie al di sopra dei grappoli con funzione di ombreggiamento.  Sospendere del tutto  le operazioni di cimatura, in quanto siamo a meno di un mese dall'invaiatura di varietà medio tardive (Montepulciano)  e, per di più, in condizioni di stress idrico.

Irrigazione di soccorso: la siccità è un problema che in maniera contingente si può fronteggiare soprattutto con l'irrigazione. Chi ne ha avuto la possibilità, naturalmente, ha già praticato irrigazioni di soccorso e dopo il verificarsi o meno delle piogge previste per il fine settimana e della loro entità, potrà decidere se  intervenire di nuovo o meno.

Gestire la siccità:  visto il verificarsi sempre più frequente negli ultimi anni, ha bisogno di un approccio complessivo che parta dalle scelte di impianto: varietà più resistenti, portinnesti più idonei, bassa densità di impianto , forme di allevamento che limitano l'insolazione diretta, scelte di gestione del terreno e di gestione della chioma appropriate.

 

La gestione del suolo nell'agricoltura integrata

La potatura verde del vigneto

 

DIFESA  DELLE COLTURE

 

VITE 

Si conferma, anche in questa settimana, una buona situazione fitosanitaria, complessiva della coltura.. Nessuna infezione di peronospora, Plasmopara viticola, e qualche presenza maggiore di oidio, Erysiphe necator, il cui rischio fitosanitario, tuttavia,  in considerazione della fase fenologica si può ritenere basso.

Sulle varietà  precoci  è necessario, con sole finalità preventive, effettuare un ultimo intervento con prodotti di copertura mentre sulle  tradizionali la difesa va proseguita, fino all’inizio della invaiatura, anche in questo caso con  l’utilizzo di prodotti di contatto, utilizzando il rame (alle dosi minime di etichetta) in associazione a zolfo, ricordando che l’intervallo dei trattamenti per questi prodotti non può superare i 7-8 giorni.

Sui vitigni condotti in biologico  nei confronti dell’oidio oltre allo zolfo è possibile l’utilizzo di olio essenziale di arancio dolce, cerevisane, Bacillus pumilis o bicarbonato di potassio. 

Nessun altro intervento è previsto nel periodo di validità del presente bollettino.

D.P.I. Difesa Peronospora (Plasmopora viticola)

D.P.I. Difesa Oidio (Uncinula necator, Oidium tuckeri)

D.P.I. Difesa Muffa grigia (Botrytis cinerea)

 

OLIVO

Premesso che anche le ultime osservazioni delle drupe mostrano un livello di infestazione molto basso, che non supera la soglia di intervento, possiamo considerare concluso l'interventonei confronti della tignola dell'olivo  (Prays oleae), poiché nella generalità dei casi si è raggiunti l’indurimento del nocciolo.

Mosca olearia: come indicato nel precedente bollettino, in questo periodo, assume grande importanza  il  monitoraggio  degli adulti di  mosca, Bactrocera oleae, che può essere effettuata  con trappole cromotropiche gialle innescate o meno con feromone o trappole sessuali (di colore chiaro) innescate, anch’esse,  con feromone.

Al momento i primi rilevi indicano una modestissima  attività di volo, senz’altro contrastata dalle elevate temperature e dall’assenza di precipitazioni (l’acqua ha una importanza fondamentale per la vitalità del dittero). Tuttavia  le precipitazioni  previste per il periodo di validità del presente bollettino, fanno ritenere molto importante il tempestivo monitoraggio dell’infestazione attiva, che deve essere effettuato, con cadenza settimanale, prelevando almeno 100 drupe per oliveto di circa un ettaro da un congruo numero di piante (non inferiore a 10),  scegliendo in prevalenza le drupe poste nel cono a nord-ovest della pianta.

In considerazione della definitiva eliminazione del dimetoato si consiglia, già da subito, prima dell’inizio della campagna olivicola, di individuare la tecnica che si intende utilizzare per la  difesa  in modo da programmare i tempi di intervento (quando effettuare il trattamento), tenuto conto dell’andamento meteorologico stagionale, dello sviluppo e crescita delle olive nonché del rischio di infestazione e della eventuale perdita di produzione.

E’ importante ricordare che  nel caso si adotti una tecnica di difesa di tipo larvicida la soglia di intervento è determinata nel 3-5% di infestazione attiva  (presenza di uova, larve di 1^ età vive e larve di 2^ età vive).   I principi attivi utilizzabili sono acetamiprid (al massimo due interventi anno) e fosmet (al massimo due interventi anno). Il primo appartiene alla famiglia chimica dei neonicotinoidi, selettivo su tutte le varietà di olivo e dotato di buona persistenza. La dose di impiego non deve essere inferiore a 1,5 lt/ha (pari a 75 gr. di sostanza attiva per ettaro) esistono in commercio  diversi formulati  caratterizzati da un tempo di carenza diverso 21 o 7 giorni.  Se ne consiglia l’utilizzo nell'immediatezza  in considerazione della sua capacità di colpire le larve nei primi stadi di sviluppo, prima che penetrino troppo in profondità nella drupa. Il fosmet, invece appartiene alla famiglia chimica degli esteri fosforici e presenta un buon effetto citotropico che gli consente di  aggredire le giovani larve di 1^ e 2^ età all’interno delle drupe. E’ caratterizzato da una bassa idrosolubilità  e, pertanto, per evitare problemi di residui, se ne consiglia l’utilizzo lontano dalla raccolta. Presenta un tempo di carenza di 21 giorni. 

Tra le altre possibilità di difesa si segnalano le diverse trappole cosiddette “attract and kill”  (letteralmente attrai e uccidi) e la tecnica “spintorfly”. Entrambi sono metodi fondamentalmente preventivi e tendono a contenere le popolazioni del dittero nell’oliveto sin dalle prime generazioni consentendo una minore elasticità nella programmazione degli interventi rispetto al controllo chimico. Il primo metodo sfrutta uno o più metodi di attrazione (cromotropica, alimentare e sessuale) da soli o in combinazione tra loro;  gli insetti attratti muoiono per gli insetticidi, di cui la trappola è imbevuta. La durata del potere attrattivo è, generalmente, superiore al periodo di suscettibilità della drupa e vanno posizionati prima che esse diventino suscettibili e che gli adulti della mosca vengano rilevati nell’oliveto. Non sono influenzate da eventuali piogge dilavanti.

Spintorfly, invece, è un’esca attivata con spinosad che viene periodicamente distribuita in forma di grosse gocce direttamente sulle foglie in piccole quantità circa 4-5 litri di soluzione per ettaro con specifiche attrezzature per la sua distribuzione. Essendo dilavabile dopo eventuali precipitazioni la somministrazione va ripetuta.          

Qualora la difesa voglia essere effettuata con prodotti a prevalente azione repellente è  possibile utilizzare il caolino intervenendo prima dell’inizio della generazione di mosca che si vuole combattere e, soprattutto prima che la mosca ovideponga. E’ importante irrorare bene la chioma utilizzando, eventualmente pressioni di esercizio delle attrezzature  elevate. Il caolino non è resistente al dilavamento, per cui le irrorazioni vanno ripetute dopo eventuali piogge, e non ha tempo di carenza poiché non è considerato un prodotto fitosanitario ma un corroborante.  

In commercio sono registrate  anche specifiche formulazioni a base del fungo entomopatogeno Beauveria bassiana che agisce come “repellente” nei confronti delle femmine che tendono a ridurre le ovideposizioni su drupe sulla cui superficie è presente il fungo.  

Infine si ricorda anche l’azione antidacica dei prodotti rameici che interferiscono sulla endosimbiosi che intercorre tra l’insetto e un particolare batterio  (Candidatus erwinia dacicola) che vive nella mosca e che viene trasferito all’uovo. Tale batterio se eliminato dai prodotti rameici renderebbe difficile lo sviluppo della larva.   nell'utilizzare i prodotti rameici,  tenere in considerazione i limiti annuali di rale per ettaro ( 4 kg. di sostanza attiva per ettaro e  per anno). 

D.P.I. Difesa Mosca olearia (Bactrocera oleae)

 

DRUPACEE

Tutte le varietà di pesche e nettarine sono in fase di maturazione o accrescimento dei frutti in relazione all’epoca di raccolta.

Anche nella settimana appena trascorsa le infestazioni  dei lepidotteri tortricidi  Cydia molesta e Anarsia lineatella,  sono risultate  modeste e limitate  ai germogli;  pertanto,   nel periodo di validità del presente bollettino sulle varietà  che andranno a raccolta ai primi di agosto qualora i germogli attaccati superino la soglia del  2-3%  si consiglia di intervenire con l’esclusivo utilizzo di principi attivi dotati di attività larvicida quali emamectina, fosmet, spinetoram, nel rispetto dei tempi di carenza. Sulle varietà prossime alla raccolta, sempre se si dovessero evidenziare germogli  infestati,   si consiglia di intervenire con etofenprox, spinosad  o Bacillus thuringiensis

Si ricorda che è sempre molto  importante , anche laddove viene praticata la confusione sessuale,  controllare assiduamente le trappole a feromone posizionate sia all’interno che lungo i bordi delle aree in confusione, e, soprattutto, osservare attentamente i germogli per determinare la necessità di un intervento integrativo. L’applicazione della confusione, infatti, in condizioni di elevata pressione degli insetti, non deve considerarsi alternativa alla difesa chimica ma complementare ad essa.

Le condizioni  meteorologiche  fanno ritiene nullo il rischio nei confronti della monilia per cui anche  nel periodo di validità del presente bollettino non sono previsti interventi specifici.  

 

ORTIVE

Su pomodoro  in pieno campo, in fase di piena  raccolta, ancora nessuna presenza di peronospora,  Phytophthora infestans, per cui non si consigliano interventi specifici nei confronti di questa avversità.

Permane elevato  il  rischio per alternaria  Alternaria spp per cui, per le capacità distruttive della malattia,  si consiglia di  intervenire, tempestivamente e con finalità preventive,  con formulati specifici quali fluxapiroxad + difenoconazolo, isopyrazam   o  zoxamide.

La presenza   della   nottua gialla, Helicoverpa armigera,   appare in netta diminuzione per cui, nel periodo di validità del presente bollettino non si consigliano interventi specifici nei confronti di questa avversità.

Soprattutto su alcune varietà a bacca lunga, può manifestarsi la  fisiopatia nota come “marciume apicale”. Si tratta di una carenza nutrizionale dovuta alla mancanza di calcio. Infatti in condizioni di elevate temperature la maggior parte dell’acqua assorbita viene traslocata alle foglie per mantenere un sufficiente livello di traspirazione di conseguenza solo una piccola quantità di calcio viene veicolata nei frutti i cui tessuti si necrotizzano in corrispondenza della parte distale rendendo le bacche non commercializzabili.  Per prevenire questo fenomeno è necessario tenere conto che, contrariamente all’azoto , al fosforo  e al potassio il calcio è immobile nel floema, ossia non si muove dalle foglie vecchie a quelle giovani essendo prevalentemente traslocato nello xilema con il trasporto dell’acqua per cui è più utile somministrare  questo elemento al terreno rispetto a concimazioni fogliari.

Su cucurbitacee, zucchino e melone, non ci sono evidenze di infezioni di peronospora, Pseudoperonospora cubensis,  mentre è   necessario continuare,  sempre in maniera preventiva, la difesa nei confronti dell’oidio  Erysiphe cichoracearum, Sphaeroteca fuliginea   con l’utilizzo di formulati triazolici (fenbuconazolo, difenocolazolo, penconazolo, miclobutanil, tetraconazolo ecc.) ciflufenamid, fluxapiroxad, isopyrazam o, nelle coltivazioni biologiche e su zucchino già in fase di raccolta con  Bacillus pumilis, Olio essenziale di arancio dolce, cerevisane ecc.

Su peperone il monitoraggio della piralide, Ostrinia nubilalis , continua a non  evidenziare  l’inizio del volo, per cui nei confronti di questo parassita non si consigliano interventi specifici. 

 

COLTURE ORTIVE DEL FUCINO

La bolla africana ha caratterizzato anche questa settimana con temperature oltre i 35° ed altissimo tasso di umidità creato anche dalle frequenti irrigazioni in atto su tutto il territorio. E’ entrato in vigore il protocollo d’intesa tra prefetto dell’Aquila, Comuni fucensi, Consorzio di Bonifica Ovest bacino Liri-Garigliano ed Associazioni Agricole di categoria, per la gestione della siccità nel Fucino per la stagione 2021, con il divieto di irrigazione dei terreni agricoli ricadenti nei territori comunali di competenza dalle ore 00.00 alle ore 24.00 di domenica 11 luglio e per le successive domeniche, con lo stesso orario, fino al 15 agosto.

CAROTA: Coltura che si avvicina al massimo sviluppo fogliare con copertura totale del terreno. Monitorare le condizioni di sviluppo di patologie quali alternariosi (Alternaria dauci) e marciumi basali. Effettuare trattamenti preventivi con composti rameici che, ricordiamo, sono utilizzabili per un massimo di 4 kg/ha di sostanza attiva per anno. Nel caso di primi sintomi quali macchie brune irregolari per lo più ai margini o sulla punta delle foglie, intervenire con prodotti curativi indicati nel DPI seguendo scrupolosamente le condizioni di impiego.

 

INSALATE: Ancora segnalati attacchi di peronospora (Bremia lactucae) e marciumi basali (Sclerotinia, Botrytis) date le condizioni climatiche favorevoli al loro sviluppo. In questo caso programmare i trattamenti avendo cura di utilizzare i prodotti indicati nel DPI regionale con le dovute condizioni di utilizzo. Fare attenzione ai turni irrigui facendo in modo che non ci siano ristagni nelle ore più calde della giornata.

 

PATATA: Nei campi seminati con varietà precoci siamo in piena fioritura con la vegetazione che copre la fila. Allerta per la peronospora, visto l’andamento climatico che favorisce il ristagno di umidità al di sotto del verde. Monitorare la situazione ed intervenire tempestivamente con prodotti di copertura o curativi a seconda del caso. Seguire le indicazioni dettate dal DPI regionale.

 

FINOCCHIO: Nuovi trapianti in atto sui quali turnare con attenzione le irrigazioni evitando ristagni nelle ore più calde. Per le colture più avanti con il ciclo, conclusi i diserbi con Propaquizafop contro le graminacee e Pendimetalin e Metribuzim per le monocotiledoni e dicoltiledoni, monitorare la presenza di nottue (Mamestra brassicae) ed intervenire solo nel caso di infestazione generalizzata con Bacillus thuringiensis, Spinosad (massimo due interventi l’anno), Azadiractina, Lambdacialotrina (massimo due interventi l’anno indipendentemente dall’avversità). Anche in questa fase è importante controllare le dosi irrigue ed i ristagni in quanto la coltura è molto sensibile a stress che possono causare problemi di natura fisiologica quali la levata a seme e la spaccatura ed appiattimento dei grumoli

 

AGGIORNAMENTO NORMATIVO FITOFARMACI

ULTIMI BANDI REGIONALI

 

La redazione del Bollettino

Fabio Pietrangeli, Domenico D’Ascenzo, Angelo Mazzocchetti, Antonio Ricci, Antonio Di Donato, Bruno Di Lena, Domenico Giuliani, Nadia Di Bucchianico, Antonio Di Virgilio, Giovanni Ranalli, Luciano Santoferrara, Antonio Zinni.

Per il monitoraggio di campo è in atto la collaborazione volontaria e gratuita con imprenditori agricoli e tecnici di campo operanti sul territorio, tramite l'app Agroambiente Abruzzo.