Bollettino n. 8 del 9 giugno 2026

Bollettino regionale difesa integrata
Martedì, Giugno 9, 2026

AGROMETEO

IL CLIMA 

Areale olivicolo litoraneo e di media collina 

Le precipitazioni: due giorni di pioggia con un evento piovoso più importante che  si è verificato nella giornata di mercoledì 3 giugno; nell'areale peligno di 2-3 mm, negli altri areali tra i 12 e i 15 mm. Nel pescarese litoraneo con 20 mm  e nel teramano sud con 30 mm. Nel teramano, zona di Atri e Roseto, e nel pescarese, zona Città S. Angelo, in concomitanza delle piogge si sono verificate forti grandinate, che hanno interessato in maniera meno intensa anche qualche zona limitrofa. 

Le temperature  si sono attestate tra i 15°C di minima e i 28°C di massima.

Nota: Per i dati puntuali cliccare sui link sottostanti o cliccare su AGROMETEOROLOGIA

Dati climatici settimanali 

Dati metereologici rilevati in tempo reale: (User: RegioneAbruzzo - Pw: abruzzo)

Previsioni del tempo

Le previsioni vanno soggette a interpretazione e non danno certezza

Elaborazione Agridigit Modello Octopus (centralina meteo di Cepagatti - PE)

Piogge

Un evento piovoso di pochi millimetri previsto nel pomeriggio di giovedì 11 giugno, e poi giornate asciutte e soleggiate.

Temperature

Dopo il massimo di 32°C del 10 giugno, e un successivo abbassamento, le temperature si riassesteranno tra i 16°C di minima e i "8°C di massima, in linea con le medie stagionali.

OLIVO 

AGROFENOLOGIA

Fase fenologica: tutte le varietà, superata la fase di allegagione sono in fase di primo ingrossamento frutto, antecedente all'indurimento del nòcciolo; il  leccino, con quache eccezione,  mostra essere leggermente indietro come dimensioni della drupa, una fase compresa tra fine allegagione e prima fase di accrescimento.

Nella fase di post allegagione si può intyervenire con concimazioni fogliari con prodotti minerali o con altri prodotti corroboranti che possano in qualche modo aiutare la drupa in una fase delicata che richiede un dispendio energetico importante.

DIFESA

Tignoletta dell'olivo (Prays oleae): la difesa al momento si concentra su questo lepidottero. E' opportuno monitorare il livello di infestazione, sia con le trappole a feromoni che controllando l'ovideposizione sul calicino alla base del peduncolo, punto dal quale poi la larva penetra direttamante nella drupa. Al superamento della soglia intervenire con i prodotti  riportati in tabella. Si ricorda che la difesa contro questo lepidottero termina con la fase di indurimento del nòcciolo, che avverrà, con l'anticipo fenologico al momento riscontrato, presumibilmente in un periodo compreso tra una o due settimane, dalle varietà più precoci a quelle più tardive. 

 

Cascola verde

Da qualche anno in fase di post allegagione si verifica un fenomeno di caduta delle olive, cascole verdi, che si protrae fino all'indurimento del nòcciolo, un periodo di circa re o quattro settimane.

In generale si vede un imbrunimento della parte basale della drupa con la parte superiore che rimane verde. Prima dell'indurimento del nòcciolo la drupa cade.

Non sono del tutto chiare le cause di questo fenomeno ma si attribuiscono o a un complesso di funghi tra cui Botryosphaeria dothiodea, oppure anche ai patogeni più conosciuti quali il Colletotrichum gloeosporioides, (Lebbra dell’oliva) o anche secondo altri Spilocea oleagina (Occhio di pavone). Questi ultimi due funghi prevedono un protocollo di difesa annuale che va attuato in fase di post raccolta o post potatura per l'occhio di pavone, in fase di pre-fioritura per la lebbra, ma anche in fase di immediata post allegagione.

Altra causa di cascola è attribuita alle punture di cimice asiatica, insetto che sempre più spesso si riscontra nel nostro oliveto. Per questo insetto la difesa va attuata da post allegagione fino a indurimento del nòcciolo, cioè in questo periodo.

 

 

Rogna (Pseudomonas syringae pv. savastanoi)

La rogna è un batterio che penetra nelle ferite procurate da fattori ambientali o, soprattutto, conseguenti alle operazioni colturali di potatura e raccolta; per questo è bene intervenire in questa fase. Utilizzo di formulati rameici  oprodotti alternativi perchè il rame può provocare problematiche di fitotossicità e deprimere la vegetazione nuova.

Occhio di pavone (Spilocea oleagina)

L'occhio di pavone è un fungo che va sempre tenuto sotto controllo, specie su varietà suscettibili, in quanto comporta una defogliazione dell'olivo a volte molto marcata. Fino alla ripresa vegetativa si interviene prevalentemente con prodotti a base di rame ma, dopo la ripresa, si preferisce scegliere prodotti alternativi al rame, in quanto lo stesso provoca la caduta delle foglie infette, mentre gli altri prodotti, in fase di infezione non molto avanzata, hanno un effetto curativo o eradicante.

 

Lebbra (Collecotrichum gloeosporioides)

La lebbra, o antrracnosi, è un fungo che negli ultimi anni si sta manifestando nella olivicoltura della nostra regione, sempre con maggiore frequenza e intendsità.

Uno dei momenti chiave nella difesa è quello dell'intervento preventivo in pre-fioritura, quando parte l'infezione primaria e il fungo si insedia nei giovani germogli e sui fiori per poi trasferisrsi sui frutti. L'infezione è favorita da temperature miti e, soprattutto, da piogge.

Normalmente in questo periodo si prevede di intervenire con prodotti alternativi al rame. Altri momenti per attuare la difesa, anche o in prevalenza con il rame sono invece la metà di agosto, sempre se ne avverta la presenza sulle drupe, o il post raccolta, in annate in cui il fungo si è manifestato con alta intensità.

 

 

Piombatura o Cercosporiosi olivo (Mycocentrospora cladosporoides

Si manifesta con ingiallimenti fogliari e nella pagine inferiore con macchie grigiaste. La conseguenza è la  caduta delle foglie. Nei casi di infestazioni diffuse, per risanare le piante non sono sufficienti i trattamenti contro occhio di pavone, ma bisogna integrarli con un trattamento estivo, sempre con sali rameici. 

Margaronia (Palpita unionalis)

La margaronia, conosciuta anche come tignola verde dell'olivo, è un lepidottero,  parassita dell'olivo, il cui danno consiste nel mangiare i giovani germogli. Per tale motivo risulta più pericolosa per le piantine di olivo in fase di allevamento e si trascura la difesa su piante adulte, tollerando su queste ultime  il danno che in genere è al di sotto della soglia economica di intervento. Negli ultimi anni, però, in qualche caso, il danno si è mostrato in forma molto più evidente e, oltre ai germogli, sono stati attaccati anche i frutti con evidenti rosicchiature.  I periodi in cui va seguita in modo particolare sono la primavera (mesi di marzo -aprile) e l'autunno (mese di settembre) per danno ai germogli, ma nelle generazioni estive vanno controllati anche i danni su drupa. 

Margaronia dell'olivo (Palpita unionalis)

Ilesino e fleotribo.

E' consigliabile lasciare dei fascetti esca nell'oliveto dove andranno a depositare le uova insetti xilofagi tra i quali si ricordano Questi fascetti andranno rimossi dall'oliveto prima della fine di maggio.

Brusca parassitaria

Qualche segnalazione di infezioni di questo fungo (Stictis panizzaei) che in genere non sono valutate pericolose e tali da richiedere un intervento antiparassitario. (La malattia non è nemmeno inserita sul DPI Difesa). Eventuali trattamenti a base di rame consigliati per le altre patologie avrebbero comunque effetto an