AGROMETEO
IL CLIMA
Areale viticolo litoraneo e di media collina
Nella giornata di giovedì si sono verificate precipitazioni sul settore settentrionale della provincia di Teramo e lungo la fascia costiera pescarese, associate a fenomeni temporaleschi a evoluzione locale. L’accumulo massimo registrato è stato quello di Città Sant'Angelo, con 26,5 mm di precipitazione.
Le temperature hanno fatto registrare valori estremi compresi tra i 9 °C rilevati nelle aree interne e i 37,4 °C registrati nel settore costiero del Pescarese. Rispetto alla media climatologica del trentennio 1980–2009, nel fine settimana le temperature massime si sono mantenute superiori alla norma stagionale di 5–7 °C lungo la fascia costiera e nelle aree di media collina interna, mentre le temperature minime hanno evidenziato scostamenti più contenuti, generalmente dell’ordine di pochi gradi.
l numero di giorni con temperature massime superiori a 35 °C è risultato elevato nell’area Valle Peligna e nel Pescarese.
L’analisi delle disponibilità bioclimatiche (Indice di Winkler) conferma un accumulo termico significativamente superiore rispetto anche alla precedente annata, con anticipo fenologico. Il confronto con la media storica dei gradi-giorno evidenzia infatti un anticipo compreso tra 9 e 12 giorni nella maggior parte degli areali viticoli regionali, che raggiunge i 12–15 giorni nell’areale del Pescarese.
Nota: Per i dati puntuali cliccare sui link sottostanti o cliccare su AGROMETEOROLOGIA
Dati metereologici rilevati in tempo reale: (User: RegioneAbruzzo - Pw: abruzzo)
Previsioni del tempo
Le previsioni vanno soggette a interpretazione e non danno certezza
Elaborazione Agridigit Modello Octopus (centralina meteo di Cepagatti - PE)
Piogge

Nessuna pioggia prevista nei prossimi giorni, fino al 22 giugno
Temperature

Temperature in deciso aumento, specie nei valori massimi che da giovedì saranno sempre superiori ai 32°C con punte di 36°C nei giorni di domenica e lunedi.
OLIVO
AGROFENOLOGIA
Fase fenologica: nessuna varietà, nemmeno le più precoci (Cucco, Intosso) ha raggiunto la fase fenologica di indurimento nòcciolo; tutte si trovano in fase di primo ingrossamento frutto; il leccino, con quache eccezione, mostra essere leggermente indietro come dimensioni della drupa.
Il caldo ha rallentato leggermente la fase di crescita ma si può prevedere che la fase di indurimento del nòcciolo avverrà presumibilmente in un periodo compreso tra una o due settimane, dalle varietà più precoci a quelle più tardive.
TECNICA AGRONOMICA
Nella fase di post allegagione si può intervenire con concimazioni fogliari con prodotti minerali o con altri prodotti corroboranti che possano in qualche modo aiutare la drupa in una fase delicata che richiede un dispendio energetico importante.
DIFESA
Tignoletta dell'olivo (Prays oleae): la difesa si concentra su questo lepidottero, da sfioritura fino a indurimento nòcciolo. Il danno consiste nella cascola delle olive, è spesso molto limitato, si verifica maggiormente su olive a drupa grande, quelle da mensa, molto meno spesso su olive da olio.
Le alte temperature sicuramente svolgono un ruolo di contenimento del patogeno, così come i numerosi insetti antagonisti. Per questo motivo si ribadisce la necessità di non intervenire in maniera indiscriminata, ma quantomeno con ausilio di trappole a feromoni, in mancanza di rilievi di infestazione più complessi che si fanno controllando l'ovideposizione sul calicino alla base del peduncolo, punto dal quale poi la larva penetra direttamante nella drupa.
Al superamento della soglia intervenire con i prodotti riportati in tabella (in questa settimana solo prodotti dotati di sistemia). Privilegiare altresì prodotti selettivi che rispettano l'entomofauna utile.

Cascola verde
Da qualche anno in fase di post allegagione si verifica un fenomeno di caduta delle olive, cascole verdi, che si protrae fino all'indurimento del nòcciolo, un periodo di circa tre o quattro settimane.
In generale si vede un imbrunimento della parte basale della drupa con la parte superiore che rimane verde. Prima dell'indurimento del nòcciolo la drupa cade.
Non sono del tutto chiare le cause di questo fenomeno ma si attribuiscono o a un complesso di funghi tra cui Botryosphaeria dothiodea, oppure anche ai patogeni più conosciuti quali il Colletotrichum gloeosporioides, (Lebbra dell’oliva) o anche secondo altri Spilocea oleagina (Occhio di pavone). Questi ultimi due funghi prevedono un protocollo di difesa annuale che va attuato in fase di post raccolta o post potatura per l'occhio di pavone, in fase di pre-fioritura per la lebbra, ma anche in fase di immediata post allegagione.
Altra causa di cascola è attribuita alle punture di cimice asiatica, insetto che sempre più spesso si riscontra nel nostro oliveto. Per questo insetto la difesa va attuata da post allegagione fino a indurimento del nòcciolo, cioè in questo periodo.
Rogna (Pseudomonas syringae pv. savastanoi)
La rogna è un batterio che penetra nelle ferite procurate da fattori ambientali o, soprattutto, conseguenti alle operazioni colturali di potatura e raccolta; per questo è bene intervenire in questa fase. Utilizzo di formulati rameici oprodotti alternativi perchè il rame può provocare problematiche di fitotossicità e deprimere la vegetazione nuova.

Occhio di pavone (Spilocea oleagina)
L'occhio di pavone è un fungo che va sempre tenuto sotto controllo, specie su varietà suscettibili, in quanto comporta una defogliazione dell'olivo a volte molto marcata. Fino alla ripresa vegetativa si interviene prevalentemente con prodotti a base di rame ma, dopo la ripresa, si preferisce scegliere prodotti alternativi al rame, in quanto lo stesso provoca la caduta delle foglie infette, mentre gli altri prodotti, in fase di infezione non molto avanzata, hanno un effetto curativo o eradicante.

Lebbra (Collecotrichum gloeosporioides)
La lebbra, o antrracnosi, è un fungo che negli ultimi anni si sta manifestando nella olivicoltura della nostra regione, sempre con maggiore frequenza e intendsità.
Uno dei momenti chiave nella difesa è quello dell'intervento preventivo in pre-fioritura, quando parte l'infezione primaria e il fungo si insedia nei giovani germogli e sui fiori per poi trasferisrsi sui frutti. L'infezione è favorita da temperature miti e, soprattutto, da piogge.
Normalmente in questo periodo si prevede di intervenire con prodotti alternativi al rame. Altri momenti per attuare la difesa, anche o in prevalenza con il rame sono invece la metà di agosto, sempre se ne avverta la presenza sulle drupe, o il post raccolta, in annate in cui il fungo si è manifestato con alta intensità.

Piombatura o Cercosporiosi olivo (Mycocentrospora cladosporoides)
Si manifesta con ingiallimenti fogliari e nella pagine inferiore con macchie grigiaste. La conseguenza è la caduta delle foglie. Nei casi di infestazioni diffuse, per risanare le piante non sono sufficienti i trattamenti contro occhio di pavone, ma bisogna integrarli con un trattamento estivo, sempre con sali rameici.
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Margaronia (Palpita unionalis)
La margaronia, conosciuta anche come tignola verde dell'olivo, è un lepidottero, parassita dell'olivo, il cui danno consiste nel mangiare i giovani germogli. Per tale motivo risulta più pericolosa per le piantine di olivo in fase di allevamento e si trascura la difesa su piante adulte, tollerando su queste ultime il danno che in genere è al di sotto della soglia economica di intervento. Negli ultimi anni, però, in qualche caso, il danno si è mostrato in forma molto più evidente e, oltre ai germogli, sono stati attaccati anche i frutti con evidenti rosicchiature. I periodi in cui va seguita in modo particolare sono la primavera (mesi di marzo -aprile) e l'autunno (mese di settembre) per danno ai germogli, ma nelle generazioni estive vanno controllati anche i danni su drupa.
Margaronia dell'olivo (Palpita unionalis)
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Ilesino e fleotribo.
E' consigliabile lasciare dei fascetti esca nell'oliveto dove andranno a depositare le uova insetti xilofagi tra i quali si ricordano Questi fascetti andranno rimossi dall'oliveto prima della fine di maggio.

Brusca parassitaria
Qualche segnalazione di infezioni di questo fungo (Stictis panizzaei) che in genere non sono valutate pericolose e tali da richiedere un intervento antiparassitario. (La malattia non è nemmeno inserita sul DPI Difesa). Eventuali trattamenti a base di rame consigliati per le altre patologie avrebbero comunque effetto a