AGROMETEO
IL CLIMA
Areale olivicolo litoraneo e di media collina
Assenza di precipitazioni nella maggior parte del territorio regionale, ad esclusione delle aree interne-montane .
Temperature: l'intera settimana è stata caratterizzata da situazioni di caldo intenso; in alcuni casi raggiunti valori massimi di 40°C.
L’analisi delle disponibilità bioclimatiche (Indice di Winkler) conferma un accumulo termico significativamente superiore rispetto anche alla precedente annata, correlato all'anticipo fenologico.
Nota: Per i dati puntuali cliccare sui link sottostanti o cliccare su AGROMETEOROLOGIA
Dati metereologici rilevati in tempo reale: (User: RegioneAbruzzo - Pw: abruzzo)
Previsioni del tempo
Le previsioni vanno soggette a interpretazione e non danno certezza
Elaborazione Agridigit Modello Octopus (centralina meteo di Cepagatti - PE)
Piogge

Piogge di media intensità previste tra il 2 e il 3 luglio.
Temperature

Le temperature in calo nelle massime di 4-6 °C, che si portano sul limite dei 30°C tra il 2 e il 6 luglio, più basse tra il 2 e 3 luglio, giornate in cui sono previste anche piogge. Le minime si attestano sui 22°C, scendendo sotto ai 20°C nelle serate del 5 e 6 luglio.
OLIVO
AGROFENOLOGIA
Fase fenologica: tutte le varietà hanno iniziato la fase di indurimento nòcciolo, nelle precoci la fase è più avanzata.
L'indurimento nòcciolo è una fase fenologica fondamentale: da questo momento possono iniziare gli attacchi su drupa di mosca olearia (Bactrocera oleae), mentre termina il pericolo di infestazioni di tignola dell'olivo (Prays oleae).
TECNICA AGRONOMICA
Con le piogge previste e gli abbassamenti termici, sicuramente la coltura ne trarrà beneficio a livello fisiologico, ma aumenta, al momento di poco, il rischio di malattie fungine e attacchi di mosca olearia.
In estate, con caldo e insolazione eccessivi, si possono aiutare le piante soprattutto intervenendo per abbassare la temperatura delle foglie e dei frutti, irrorando prodotti corroboranti che per lo più sonoindividuati nelle polveri di roccia (zeolite, caolino, bentonite, etc.) anche combinandole con altri prodotti che ne possono aumentare l'efficacia, sia in termini di adesività che per maggior effetto su mosca olearia e altri parassiti.
Conosciamo le polveri di roccia (da Olivo news)
DIFESA
Difesa contro gli insetti: da questo momento il fitofago chiave è la mosca olearia, teniamo sotto controllo altri insetti, ad esempio margaronia, cimice asiatica, etc.
Tignoletta dell'olivo (Prays oleae): stop alla difesa.
Dai campioni analizzati si rileva su olive da olio una percentuale massima di fori di penetrazione dal 10 al 15%, quindi al limite minimo della soglia di intervento.
Le alte temperature sicuramente hanno svolto un ruolo di contenimento del patogeno, così come i numerosi insetti antagonisti. Il danno potenziale si potrà rilevare solo con la cascola di settembre (ma solo drupe con foro all'attacco del peduncolo).
Mosca olearia (Bactrocera oleae)
Dalla fase fenologica di indurimeto nòcciolo, inizia la fase critica in cui l'insetto chiave è la mosca olearia.
Tecniche di strategia preventiva:
- ultimo momento per installare le trappole di cattura massale
- irrorare sulle chiome le polveri di roccia che, oltre all'effetto dissuasivo per l'ovideposizione, sono utili per la protezione delle piante dall'eccessiva insolazione.
- controllare il volo con le trappole di monitoraggio
Per la difesa con esche, si segue l'andamento del volo e si distribuiscono appena si verifica l'inzio del volo.
Anche per l'utilizzo di altre sostanze repellenti, oltre le polveri di roccia, si segue l'andamento del volo per distribuirle al momento in cui si verfica la presenza del dittero nelle trappole.

Cascola verde
Da qualche anno in fase di post allegagione si verifica un fenomeno di caduta delle olive, cascole verdi, che si protrae fino all'indurimento del nòcciolo, un periodo di circa tre o quattro settimane.
In generale si vede un imbrunimento della parte basale della drupa con la parte superiore che rimane verde. Prima dell'indurimento del nòcciolo la drupa cade.
Non sono del tutto chiare le cause di questo fenomeno ma si attribuiscono o a un complesso di funghi tra cui Botryosphaeria dothiodea, oppure anche ai patogeni più conosciuti quali il Colletotrichum gloeosporioides, (Lebbra dell’oliva) o anche secondo altri Spilocea oleagina (Occhio di pavone). Questi ultimi due funghi prevedono un protocollo di difesa annuale che va attuato in fase di post raccolta o post potatura per l'occhio di pavone, in fase di pre-fioritura per la lebbra, ma anche in fase di immediata post allegagione.
Altra causa di cascola è attribuita alle punture di cimice asiatica, insetto che sempre più spesso si riscontra nel nostro oliveto. Per questo insetto la difesa va attuata da post allegagione fino a indurimento del nòcciolo, cioè in questo periodo.
Difesa da funghi (Lebbra, Occhio di pavone, Piombatura)
Al momento intervento non consigliato, valuteremo l'eventualità la prossima settimana, dopo le piogge.
Occhio di pavone (Spilocea oleagina)
L'occhio di pavone è un fungo che va sempre tenuto sotto controllo, specie su varietà suscettibili, in quanto comporta una defogliazione dell'olivo a volte molto marcata. Fino alla ripresa vegetativa si interviene prevalentemente con prodotti a base di rame ma, dopo la ripresa, si preferisce scegliere prodotti alternativi al rame, in quanto lo stesso provoca la caduta delle foglie infette, mentre gli altri prodotti, in fase di infezione non molto avanzata, hanno un effetto curativo o eradicante.

Lebbra (Collecotrichum gloeosporioides)
La lebbra, o antracnosi, è un fungo che negli ultimi anni si sta manifestando nella olivicoltura della nostra regione, sempre con maggiore frequenza e intendsità.
Uno dei momenti chiave nella difesa è quello dell'intervento preventivo in pre-fioritura, quando parte l'infezione primaria e il fungo si insedia nei giovani germogli e sui fiori per poi trasferisrsi sui frutti. L'infezione è favorita da temperature miti e, soprattutto, da piogge.
Normalmente in questo periodo si prevede di intervenire con prodotti alternativi al rame. Altri momenti per attuare la difesa, anche o in prevalenza con il rame sono invece la metà di agosto, sempre se ne avverta la presenza sulle drupe, o il post raccolta, in annate in cui il fungo si è manifestato con alta intensità.

Piombatura o Cercosporiosi olivo (Mycocentrospora cladosporoides)
Si manifesta con ingiallimenti fogliari e nella pagine inferiore con macchie grigiaste. La conseguenza è la caduta delle foglie. Nei casi di infestazioni diffuse, per risanare le piante non sono sufficienti i trattamenti contro occhio di pavone, ma bisogna integrarli con un trattamento estivo, sempre con sali rameici.
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Rogna (Pseudomonas syringae pv. savastanoi)
Al momento intervento non consigliato.
La rogna è un batterio che penetra nelle ferite procurate da fattori ambientali o, soprattutto, conseguenti alle operazioni colturali di potatura e raccolta; per questo è bene intervenire in questa fase. Utilizzo di formulati rameici oprodotti alternativi perchè il rame può provocare problematiche di fitotossicità e deprimere la vegetazione nuova.

Margaronia (Palpita unionalis)
La margaronia, conosciuta anche come tignola verde dell'olivo, è un lepidottero, parassita dell'olivo, il cui danno consiste nel mangiare i giovani germogli. Per tale motivo risulta più pericolosa per le piantine di olivo in fase di allevamento e si trascura la difesa su piante adulte, tollerando su queste ultime il danno che in genere è al di sotto della soglia economica di intervento. Negli ultimi anni, però, in qualche caso, il danno si è mostrato in forma molto più evidente e, oltre ai germogli, sono stati attaccati anche i frutti con evidenti rosicchiature. I periodi in cui va seguita in modo particolare sono la primavera (mesi di marzo -aprile) e l'autunno (mese di settembre) per danno ai germogli, ma nelle generazioni estive vanno controllati anche i danni su drupa.
Margaronia dell'olivo (Palpita unionalis)
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