Bollettino n. 12 del 9 luglio 2026

Bollettino regionale difesa integrata
Giovedì, Luglio 9, 2026

AGROMETEO

In questa settimana trascorsa due eventi piovosi, giovedi 2 luglio e lunedi 6 luglio.

Diversamente nelle aree interne, già sui 400 m s.l.m. ha piovuto anche di più sia prima che oggi 9 luglio.

Le piogge sono state di diversa intensità e portata ma comunque hanno fornito ovunque un apporto idrico ritenuto, dopo il lungo periodo siccitoso, essenziale. 

Temperature: Le temperature, come previsto sono diminuite, anche in concomitanza con gli eventi piovosi.

I dati di questa annata cominciano a riallinearsi a quelli delle medie annuali .

Nota: Per i dati puntuali cliccare sui link sottostanti o cliccare su AGROMETEOROLOGIA

Dati climatici settimanali 

Dati metereologici rilevati in tempo reale: (User: RegioneAbruzzo - Pw: abruzzo)

Previsioni del tempo

Elaborazione Agridigit Modello Octopus 

Le previsioni vanno soggette a interpretazione e non danno certezza

Le stesse sono relative a  (centralina meteo di Cepagatti - PE)

Piogge

Piogge di media intensità previste la prossima settimana, 13 e 14 luglio.

Temperature

Le temperature stagionali, non particolarmente elevate, intorno ai 30°C.

 

OLIVO

AGROFENOLOGIA

Fase fenologica: tra le varietà precoci l'Intosso  ha completato l'indurimento del nòcciolo e si trova a Ingrossamento frutti II stadio, la Cucco non ovunque ha completato la fase di indurimento, le altre devono ancora completarla.

L'indurimento nòcciolo è una fase fenologica fondamentale: da questo momento possono iniziare gli attacchi su drupa di mosca olearia (Bactrocera oleae), mentre termina il pericolo di infestazioni di tignola dell'olivo (Prays oleae).

 

TECNICA AGRONOMICA

Le piogge cadute e gli abbassamenti termici hanno portato beneficio all'olivo a livello fisiologico, ma aumenta, al momento di poco, il rischio di attacchi di mosca olearia e di malattie fungine.

In estate, con caldo e insolazione eccessivi, si possono aiutare le piante soprattutto intervenendo per abbassare la temperatura delle foglie e dei frutti, irrorando prodotti corroboranti che per lo più sonoindividuati nelle polveri di roccia (zeolite, caolino, bentonite, etc.) anche combinandole con altri prodotti che ne possono aumentare l'efficacia, sia in termini di adesività che per maggior effetto su mosca olearia e altri parassiti.

Conosciamo le polveri di roccia (da Olivo news)

 

MONITORAGGIO

Mosca olearia: dalle trappole installate catture quasi ovunque a zero, tranne rarissime eccezioni

Al momento non segnaliamo particolari pressioni di malattie, sia funghi che insetti.

DIFESA

Nella difesa integrata un ruolo chiave lo gioca il clima. In regione ci sono areali in cui in questo periodo sta piovendo di più, in genere quelli della fascia pedemontana e lì il rischio di infezioni fungine e infestazioni di mosca olearia è più alto. Le bagnature contano oltre che per l'intensità, soprattutto in base alla frequenza, cioè quanto più tempo la vegetazione è bagnata, tanto più aumenta il rischio.

Mosca olearia (Bactrocera oleae)

Dalla fase fenologica di indurimento nòcciolo, inizia la fase critica in cui l'insetto chiave è la mosca olearia.

Il monitoraggio attento del volo e della ovideposizione della mosca è fondamantale per la strategia di difesa

  • controllare il volo con le trappole di monitoraggio 
  • iniziare il controllo sulle drupe in campo per verificare se ci sono punture (la mosca adulta, in condizioni ottimali, dopo soli due giorni dallo sfarfallamento inizia a ovideporre)
  • nel caso si trovino iniziali punture si può fare un campionamento in laboratorio

Alcune regole semplici che possiamo fornire sulla possibile infestazione da mosca olearia:

  • La zona più soggetta ad attacco è la zona della collina litoranea.

Fattori predisponenti

  • piogge, anche di piccola intensità, ma che lasciano un velo d'acqua per più tempo;
  • drupe più tenere, caratteristica che si riscontra in genere in olive da mensa o duplice attitudine (Intosso, Ascolana tenera, Cucco, ...)
  • irrigazione (rende le drupe più grandi e più tenere

Fattori di contrasto

  • temperature elevate (oltre i 30°C  c'è rallentamento dell'attività degli adulti, ogni grado in più determina maggiore mortalità degli adulti e soprattutto delle uova )
  • siccità
  • parassiti (il parassita più importante è la lasioptera berlesiana) 

Per approfondire meglio: Mosca olearia, strategie di difesa

Tecniche di strategia preventiva:

se non si è ancora fatto, si può ancora, visto che la mosca olearia presumibilmente non ha ancora ovideposto 

  • irrorare sulle chiome le polveri di roccia che, oltre all'effetto dissuasivo per l'ovideposizione, sono utili per la protezione delle piante dall'eccessiva insolazione. 

 

Per la difesa con esche, si segue l'andamento del volo e si distribuiscono appena si verifica l'inizio del volo.

Anche per l'utilizzo di altre sostanze repellenti, oltre le polveri di roccia, si segue l'andamento del volo per distribuirle al momento in cui si verfica la presenza del dittero nelle trappole.

Cascola verde

Da qualche anno in fase di post allegagione si verifica un fenomeno di caduta delle olive, cascole verdi, che si protrae fino all'indurimento del nòcciolo, un periodo di circa tre o quattro settimane.

In generale si vede un imbrunimento della parte basale della drupa con la parte superiore che rimane verde. Prima dell'indurimento del nòcciolo la drupa cade.

Non sono del tutto chiare le cause di questo fenomeno ma si attribuiscono o a un complesso di funghi tra cui Botryosphaeria dothiodea, oppure anche ai patogeni più conosciuti quali il Colletotrichum gloeosporioides, (Lebbra dell’oliva) o anche secondo altri Spilocea oleagina (Occhio di pavone). Questi ultimi due funghi prevedono un protocollo di difesa annuale che va attuato in fase di post raccolta o post potatura per l'occhio di pavone, in fase di pre-fioritura per la lebbra, ma anche in fase di immediata post allegagione.

Altra causa di cascola è attribuita alle punture di cimice asiatica, insetto che sempre più spesso si riscontra nel nostro oliveto. Per questo insetto la difesa va attuata da post allegagione fino a indurimento del nòcciolo, cioè in questo periodo.

 

Difesa da funghi (Lebbra, Occhio di pavone, Piombatura)

Al momento intervento consigliato in conseguenza delle piogge, specie nelle zone dove le stesse sono state non solo più intense, ma, soprattutto, più frequenti (vegetazione bagnata per periodi lunghi).

Gli interventi fitosanitari si possono fare anche in base alla presenza di infezioni in atto (occhio di pavone, cercosporiosi) ma si gli stessi non sono curativi, ma  servono unicamente a prevenirne di ulteriori.

Il prodotto di riferimento per questo periodo è il rame. Il consiglio può essere quello di aggiungere corroboranti (polveri di roccia o altro) e anche adesivanti.

 

Occhio di pavone (Spilocea oleagina)

L'occhio di pavone è un fungo che va sempre tenuto sotto controllo, specie su varietà suscettibili, in quanto comporta una defogliazione dell'olivo a volte molto marcata. Fino alla ripresa vegetativa si interviene prevalentemente con prodotti a base di rame ma, dopo la ripresa, si preferisce scegliere prodotti alternativi al rame, in quanto lo stesso provoca la caduta delle foglie infette, mentre gli altri prodotti, in fase di infezione non molto avanzata, hanno un effetto curativo o eradicante.

 

Lebbra (Collecotrichum gloeosporioides)

La lebbra, o antracnosi, è un fungo che negli ultimi anni si sta manifestando nella olivicoltura della nostra regione, sempre con maggiore frequenza e intendsità.

Uno dei momenti chiave nella difesa è quello dell'intervento preventivo in pre-fioritura, quando parte l'infezione primaria e il fungo si insedia nei giovani germogli e sui fiori per poi trasferisrsi sui frutti. L'infezione è favorita da temperature miti e, soprattutto, da piogge.

Normalmente in questo periodo si prevede di intervenire con prodotti alternativi al rame. Altri momenti per attuare la difesa, anche o in prevalenza con il rame sono invece la metà di agosto, sempre se ne avverta la presenza sulle drupe, o il post raccolta, in annate in cui il fungo si è manifestato con alta intensità.

 

 

Piombatura o Cercosporiosi olivo (Mycocentrospora cladosporoides

Si manifesta con ingiallimenti fogliari e nella pagine inferiore con macchie grigiaste. La conseguenza è la  caduta delle foglie. Nei casi di infestazioni diffuse, per risanare le piante non sono sufficienti i trattamenti contro occhio di pavone, ma bisogna integrarli con un trattamento estivo, sempre con sali rameici. 

Rogna (Pseudomonas syringae pv. savastanoi)

Al momento intervento non consigliato.

La rogna è un batterio che penetra nelle ferite procurate da fattori ambientali o, soprattutto, conseguenti alle operazioni colturali di potatura e raccolta; per questo è bene intervenire in questa fase. Utilizzo di formulati rameici  oprodotti alternativi perchè il rame può provocare problematiche di fitotossicità e deprimere la vegetazione nuova.

 

 

Margaronia (Palpita unionalis)

La margaronia, conosciuta anche come tignola verde dell'olivo, è un lepidottero,  parassita dell'olivo, il cui danno consiste nel mangiare i giovani germogli. Per tale motivo risulta più pericolosa per le piantine di olivo in fase di allevamento e si trascura la difesa su piante adulte, tollerando su queste ultime  il danno che in genere è al di sotto della soglia economica di intervento. Negli ultimi anni, però, in qualche caso, il danno si è mostrato in forma molto più evidente e, oltre ai germogli, sono stati attaccati anche i frutti con evidenti rosicchiature.  I periodi in cui va seguita in modo particolare sono la primavera (mesi di marzo -aprile) e l'autunno (mese di settembre) per danno ai germogli, ma nelle generazioni estive vanno controllati anche i danni su drupa. 

Margaronia dell'olivo (Palpita unionalis)