IL CLIMA
Areale olivicolo litoraneo e di media collina
Dati climatici settimanali
Nella settimana trascorsa ci sono state piogge sparse, che solo su alcuni areali, prevalentemente interni sono state consistenti (oltre i 10 mm). Nell'areale olivicolo abbiamo zone in cui ha piovuto in settimana oltre i 10 mm, fino ai 44 mm di Alanno e i 31 mm di Tocco da Casauria nell'areale casauriense, i 38 mm di Casoli, i 30 mm di Ancarano e comunque 20 mm in tutto il teramano nord, litoraneo e interno, i 23 mm di Vasto, solo litoraneo visto che Scerni rileva 3mm, e zone dove non ha piovuto niente o pochi millimetri, come il teramano sud, zona Val fino, o Moscufo nell'areale vestino.
Le temperature: con le massime a cavallo dei 30°C e le minime notturne sui 15°C, si crea una escursione termica rilevante, in diminuzione, con le massime sotto i 30°C
Dati metereologici rilevati in tempo reale: (User: RegioneAbruzzo - Pw: abruzzo)
Previsioni del tempo
Temperature massime: sotto i 30°C
Piogge: tempo instabile, previste piogge in settimana.
OLIVO
Fase fenologica: la Cucco mostra qualche drupa invaiata e intenerimento della polpa, l'Intosso è prevalentemente ancora verde, si nota inizio di invaiatura anche nelle varietà medio-precoci come Dritta. Non ci si può fidare però solo del cambio di colore, perchè molte volte lo stesso è dovuto a stress idrico, ed altre volte non c'è stato per cause fisiologiche attribuibili al caldo estremo e all'insolazione elevata, che hanno detrminato un lento degrado della clorofilla o, viceversa, accumulo di sostanze carotenoidi. In questi casi, indici di maggiore attendibilità sono la durezza della polpa e la forza di distacco delle olive dal peduncolo.
Per le olive soggette a stress idrico si va a raccolta anticipata per evitare la perdita in quantita per un fenomeno di cascola, che in qualche caso si sta già manifestando, e un ulteriore degrado quanti-qualitativo per eccessiva disidratazione.
Nei casi in cui l'olivo manifesta uno stato fisiologico di sofferenza per carenza di acqua, ma non si notano fenomeni marcati, si può ancora contare sulle piogge di questo periodo: nelle zone dove ci sono state in settimana precipitazioni consistenti, almeno sopra i 10 mm cumulati, il cambio di passo nell'attività fisiologica, accrescimento della drupa, già si nota, e si può attendere per una migliore maturazione delle olive (sia per resa in olio dovuta all'accumulo fisiologico che a maggiore resa in fase di estrazione per intenerimento della polpa), senza anticipare troppo la raccolta.
Tecnica agronomica
Potatura estiva: togliere i polloni e i succhioni.
Monitoraggio
Stiamo monitorando la mosca, ma sulle olive abbiamo già la lebbra. Non confondiamo il danno del fungo (che c'è e sarà più grave se piove) con quello del dittero (che al momento non c'è)
Lebbra: moltissimi campioni di olive presentano le tacche di lebbra, si va da un 5, fino a oltre il 30%
Sulle olive monitorate si notano tacche di marciume prevalentemente attribuibili a lebbra. Abbiamo già detto tutto su questo fungo nei precedenti bollettini. Questa infezione, così come pure quella dell'occhio di pavone, parte in pre-fioritura, ed è quello il momento più efficace per contrastarla: le piogge primaverili abboondanti l'hanno favorita e sulle drupe, già tra fine luglio e agosto abbiamo visto e segnalato la presenza di piccole macchiette, che poi diventano tacche circolari, e poi man mano si fanno più grandi fino a comportare un degrado totale della drupa: il caso migliore è che l'oliva raggrinzisca e cada. Invece, con le piogge di questo periodo, peraltro fortemente auspicate per un miglioramento vegeto-produttivo delle olive, il marciume (o i marciumi, visto che c'è l'azione concomiitante anche di altri funghi) riparte, le olive si degradano e imbruniscono, con un disfacimento molle della polpa e arrivano in frantoio in questo stato, rovinando l'olio come e più della mosca olearia (quest'anno finora praticamente zero) .
Mosca olearia: il clima è favorevole, lo sfarfallamento c'è in questo periodo e viene rilevato dalle trappole, ma l'infestazione attiva non è stata al momento rilevata.
Margaronia: questo lepidottero che normalmente crea danno rosicchiando le foglie, in questo momento sta operando un po' di danno su drupa. nel caso sdi infestazioni forti intervenire
Consigli di difesa
Lebbra: chi va a raccolta dopo la seconda metà del mese prossimo, soprattutto in previsione di ulteriori eventi piovosi, può ancora intervenire con zeolite e prodotti a base di rame. Sono interventi non di carattere risolutivo ma che aiutano a contenere lo sviluppo del fungo.
Lebbra (Collecotrichum gloeosporioides)
La lebbra, o antracnosi, è un fungo che negli ultimi anni si sta manifestando nella olivicoltura della nostra regione, sempre con maggiore frequenza e intendsità.
Uno dei momenti chiave nella difesa è quello dell'intervento preventivo in pre-fioritura, quando parte l'infezione primaria e il fungo si insedia nei giovani germogli e sui fiori per poi trasferisrsi sui frutti. L'infezione è favorita da temperature miti e, soprattutto, da piogge.
Normalmente in questo periodo si prevede di intervenire con prodotti alternativi al rame. Altri momenti per attuare la difesa, anche o in prevalenza con il rame sono invece la metà di agosto, sempre se ne avverta la presenza sulle drupe, o il post raccolta, in annate in cui il fungo si è manifestato con alta intensità.

Mosca olearia: su olive da olio (anche su olive da mensa) infestazione zero o al di sotto della soglia minima. Non si consiglia al momento l'intervento, rimandando a un controllo ulteriore la prossima settimana, per chi va a raccolta a partire dalla seconda settimana di ottobre.
Sarebbero solo giustificabili ancora degli interventi di prevenzione, con esche proteiche o dissuasori (polveri di roccia), ma la situazione non appare così insidiosa da consigliarli nel bollettino.
Si raccomanda un monitoraggio visivo costante delle drupe in campo per verificare le punture, o anche eventuali infestazioni attive, rivolgendosi per successivi controlli a tecnici che monitorano le olive in laboratorio.

Margaronia (Palpita unionalis)
La margaronia, conosciuta anche come tignola verde dell'olivo, è un lepidottero, parassita dell'olivo, il cui danno consiste nel mangiare i giovani germogli. Per tale motivo risulta più pericolosa per le piantine di olivo in fase di allevamento e si trascura la difesa su piante adulte, tollerando su queste ultime il danno che in genere è al di sotto della soglia economica di intervento. Negli ultimi anni, però, in qualche caso, il danno si è mostrato in forma molto più evidente e, oltre ai germogli, sono stati attaccati anche i frutti con evidenti rosicchiature. I periodi in cui va seguita in modo particolare sono la primavera (mesi di marzo -aprile) e l'autunno (mese di settembre) per danno ai germogli, ma nelle generazioni estive vanno controllati anche i danni su drupa.
Margaronia dell'olivo (Palpita unionalis)
NOTE SU ALTRI PRINCIPALI PATOGENI DELL'OLIVO
Occhio di pavone (Spilocea oleagina)
L'occhio di pavone è un fungo che va sempre tenuto sotto controllo, specie su varietà suscettibili, in quanto comporta una defogliazione dell'olivo a volte molto marcata. Fino alla ripresa vegetativa si interviene prevalentemente con prodotti a base di rame ma, dopo la ripresa, si preferisce scegliere prodotti alternativi al rame, in quanto lo stesso provoca la caduta delle foglie infette, mentre gli altri prodotti, in fase di infezione non molto avanzata, hanno un effetto curativo o eradicante.

Piombatura o Cercosporiosi olivo (Mycocentrospora cladosporoides)
Si manifesta con ingiallimenti fogliari e nella pagine inferiore con macchie grigiaste. La conseguenza è la caduta delle foglie. Nei casi di infestazioni diffuse, per risanare le piante non sono sufficienti i trattamenti contro occhio di pavone, ma bisogna integrarli con un trattamento estivo, sempre con sali rameici.
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Rogna (Pseudomonas syringae pv. savastanoi)
Al momento intervento non consigliato.
La rogna è un batterio che penetra nelle ferite procurate da fattori ambientali o, soprattutto, conseguenti alle operazioni colturali di potatura e raccolta; per questo è bene intervenire in questa fase. Utilizzo di formulati rameici oprodotti alternativi perchè il rame può provocare problematiche di fitotossicità e deprimere la vegetazione nuova.
