Bollettino n. 2 del 28 febbraio 2022

Bollettino regionale difesa integrata
Sabato, Febbraio 26, 2022

TECNICHE AGRONOMICHE

 

Le buone condizioni meteorologiche dell’ultimo periodo hanno favorito la potatura secca della vite, che è ancora in corso. Nelle aree interne in molti casi tale operazione deve ancora avviarsi, questo anche per le temute gelate primaverili.

Per prevenire i danni da gelate primaverili, nelle zone del nord Europa si pongono in atto degli accorgimenti quali l'accensione dei falò, le irrigazioni antibrina sulla chioma, l'utilizzo di ventole, tecniche da noi conosciute ma non utilizzate, probabilmente per i costi e/o la laboriosità degli interventi da mettere in atto.

Se il vigneto è situato  in zone a rischio, fondovalle e appezzamenti esposti a nord, le gelate sono da prevenire già in fase di impianto adottando forme di allevamento  alte, sapendo che da 0 a 2 metri da terra ci sono anche 4-5° C di temperatura di differenza e, quindi, se la temperatura scende a -2°C o -3°C , un danno da gelata nelle forme di allevamento basse, può essere meno evidente o nullo nelle  forme di allevamento alte.

In vigneti già impiantati c'è da prendere in considerazione la tecnica della doppia potatura, applicabile più facilmente su impianti potati a cordone permanente. Secondo questa tecnica,  inizialmente si attua  una prepotatura lasciando un tralcio più lungo del necessario; quando la vite germoglia, per effetto del gradiente vegetativo, si apriranno per prima le gemme situate all'apice del tralcio, mentre quelle poste alla base ritarderanno il germogliamento anche di 2 o 3  settimane.

Sapendo che le gemme dormienti  resistono fino a -17/-18 °C, mentre quelle che si trovano in fase di "gemma cotonosa", "punta verde" e "foglioline visibili" hanno una resistenza inferiore variabile  da -8, -3 e -2,5 °C , in caso di gelata saranno danneggiati i i germogli apicali, che sarebbero comunque rimossi con la seconda potatura, mentre le gemme basali, quelle utili per la nostra potatura, saranno perfettamente vitali. (Alberto Palliotti, Stefano Poni VVQ n.4 aprile 2021)

Iniziata la potatura dell'olivo; da tempo ma il mese di marzo resta quello ideale per iniziare tale tipo di operazione, anzi ritardandolo ulteriormente negli areali in terni o in quota dove le temperature sono più fredde e si temono le gelate primaverili. Con la potatura si  può andare avanti fino alla fase di pre-fioritura e si può anche riprenderla successivamente in post fioritura.

 

 

DIFESA DELLE COLTURE

Cereali:   dal punto di vista fenologico si registra una elevata variabilità in relazione all’epoca di semina. In generale  si va da inizio a fine accestimento. Nel  mese di febbraio le condizioni climatiche sono state favorevoli allo sviluppo della coltura e si registrano buone condizioni vegetative e non si segnalano problemi fitopatologici. Nel prossimo bollettino verranno date specifiche indicazioni circa il diserbo di post-emergenza.

 Vite:  per quanto riguarda la potatura valgono i suggerimenti indicati nel precedente bollettino: in presenza di viti affette dal complesso del mal dell’esca o da escoriosi (Phomopsis viticola) si sconsiglia di effettuare la trinciatura e il successivo interramento dei sarmenti.

Per la vite al momento non sono previsti interventi specifici.

Olivo: le operazioni di potatura sono in corso.  Si ricorda che, con questa pratica andranno eliminati i rami che presentano esiti di rogna causata dal batterio Pseudomonas syringae pv. Savastanoi e quelli secchi e deperiti a seguito di attacchi di insetti xilofagi o malattie parassitarie.

E’ sempre utile lasciare, al termine delle operazioni di potatura, in zone libere dell’oliveto, i rami esca che costituiranno siti di ovideposizione o di alimentazione del fleotribo, Phloeotribus scarabaeoides, ilesino nero, Hylesinu soleiperda, ovviamente gli stessi dovranno essere eliminati prima della fuoriuscita degli adulti, tra fine aprile prima quindicina di maggio.

Drupacee:  per  tutte le varietà di pesco e nettarine,  tranne le precocissime, prevale la fase di  rigonfiamento gemme. In questo periodo è molto importante la difesa nei confronti della bolla,  Taphrina deformans che, probabilmente rappresenta la più grave malattia crittogamica del pesco. Il suo sviluppo è favorito da basse temperature primaverili e decorso stagionale umido, condizioni che molto spesso si verificano in concomitanza della ripresa vegetativa della coltura. La pericolosità della malattia è legata alla modalità di svernamento del patogeno che avviene direttamente sulla pianta ospite e può, così, facilmente insediarsi sulla nuova vegetazione. In essa determina profonde alterazioni metaboliche caratterizzate da accumulo di ormoni, auxina in particolare, che preludono ad una attività ipertrofica e iperplastica dei tessuti con ispessimento e dilatazione della lamina fogliare, formazione di profonde bollosità di colore rosso porpora. I formulati da impiegare sono quelli a dose di ziram o  dodina, utilizzati alla dose massima di etichetta.

In fase di bottoni rosa la difesa dovrà  essere indirizzata al contenimento preventivo degli afidi con tempestivi interventi, con l’ausilio di piretroidi (preferendo il fluvalinate per le sue caratteristiche di maggiore selettività nei confronti degli insetti utili) in associazione a olio bianco o acetamiprid.

 

Ortive:   quasi tutte le coltivazioni di fine inverno sono in fase di raccolta pertanto gli eventuali interventi dovranno essere effettuati nel rigoroso rispetto dei tempi di carenza.

I cavoli marzuoli andranno difesi dalla alternaria  Alternaria brassicae  i cui attacchi sui corimbi fiorali sono possibili soprattutto sulle varietà con foglie poco avvolgenti e dalla batteriosi Xanthomonas campestris pv. campestris .

Nei confronti della prima avversità possono essere utilizzati formulati rameici, triazoli (difenocolazolo), azoxistrobin, pyraclostrobin+boscalid, fluxapiroxad+ difenoconazolo ecc. mentre contro le batteriosi l’utilizzo di sali di rame, in via preventiva, consente di contenere efficacemente le infezioni.  In presenza di nottue, Mamestra brassicae,  è possibile intervenire con Bacillus thuringiensis, piretroidi di sintesi, emamectina, clorantraniliprole, spinetoram, spinosad, indoxacarb.

Sulle lattughe ed indivie gli interventi dovranno riguardare  soprattutto le sclerotinie , Sclerotinia sclerotiorum e Sclerotinia minor con l’utilizzo di  boscalid+pyraclostrobina, cyprodinil+fludioxonil, fluxapiroxad+difenoconazolo, azoxistrobin, fluopyram+tryfloxistrobin, penthiopyrad ecc. In coltivazioni biologiche la difesa può essere condotta con Bacillus subtilis, Bacillus amyloliquefaciens, Tricoderma asperellum, Tricoderma gamsii, Pythium oligandrum ceppo M1, Coniothirium minitans. Sui finocchi tardivi ancora da rincalzare può essere utile intervenire nei confronti delle sclerotinie con boscalid+pyraclostrobina, cyprodinil+fludioxonil, fluxapiroxad+difenoconazolo.

Sulle liliacee, cipolle in  particolare, la difesa dovrà riguardare soprattutto la peronospora, Peronospora schleideni, le cui infezioni sono favorite da clima umido e temperature comprese tra 12-13 °C, con l’utilizzo di sali di rame. 

 

Segnalazioni

Il Decreto Ministeriale 06 dicembre 2021 ha abrogato il D.M. 30 ottobre 2007 del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste concernente “Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino”. Tuttavia  in considerazione che le larve, con abitudini gregarie, trascorrono l’inverno all’interno di nidi sericei posti, in genere, all’estremità dei rami più soleggiati e che a fine inverno, proprio in questo periodo riprendono l’attività trofica causando i maggiori danni sia alla chioma che alle persone o animali che accidentalmente potrebbero venire a contatto con i peli urticanti dell’insetto che possono procurare con gravi irritazioni  irritazioni oculari, cutanee o alle vie respiratorie, si ritiene utile fornire indicazione per la difesa:

 

  • prima dell’inizio della migrazione delle larve (febbraio-marzo) effettuare la raccolta e la distruzione dei nidi da eseguirsi con la massima cautela al fine di evitare il contatto con i peli urticanti;
  • in caso di elevate infestazioni primaverili e con larve in movimento è possibile intervenire direttamente sulle stesse con l’utilizzo di piretrine naturali;
  • a fine estate, fine agosto-inizio di settembre è possibile intervenire con trattamenti alla chioma con l’insetticida microbiologico Bacillus thuringiensis   che fornisce buoni risultati nei confronti delle larve di 1^ e 2^ età, avendo cura di effettuare gli interventi in ore serali e bagnando uniformemente la chioma;
  • mezzi complementari di difesa possono essere l’utilizzo di trappole a feromoni per la cattura massale dell’insetto da posizionare nelle aree colpite nel mese di giugno,  oppure l’installazione di trappole meccaniche e collare, sempre per la cattura delle larve.

 

AGGIORNAMENTI  NORMATIVI

  • Con Decreto del Ministero della Salute  del 23.12.2021  il formulato commerciale Sivanto Prime contenente la s.a. flupyradifurone ha ottenuto le seguenti estensioni di impiego: patata afidi e dorifora, olivo da olio e da mensa: mosca dell’olivo, sputacchina (Philaenus spumarius), cocciniglia, piselli con e senza baccello (consumo fresco) e da granella: afidi, , cavoli a infiorescenza: afidi e aleurodidi. Estensioni di nuove avversità su colture già presenti in etichetta: vite da vino e da tavola: afidi, fillossera, cocciniglie, pero: tentredine
  • Con Decreto del Ministero della Salute del 21.12.2021 è stata rinnovata, ai sensi dell’art. 43 del Reg. 1107/09,  l’autorizzazione al commercio del formulato commerciale Roundup Ultramax contenente la sostanza attiva Gliphosate. La nuova etichetta presenta sostanziali modifiche rispetto alla precedente. In particolare riduzione di dose massima: la singola applicazione non deve superare la dose di 2,28 kg. di sostanza attiva per ettaro , equivalente a 3,16 kg di prodotto commerciale per ettaro. Di conseguenza si evidenziano le dosi massime che nelle etichette sono legate alla tipologia delle erbe infestanti ovverosia: infestanti annuali entro i 20 cm. di sviluppo 0,5-2 Kg/ha; infestanti biennali 2-3,16 kg./ha. Il predetto Decreto, peraltro, non consente più l’utilizzo del prodotto per la devitalizzazione delle more di rovo.
  • Con  Decreto del Ministero della Salute del 23.12.2021 è stata autorizzata la modifica di etichetta del formulato commerciale Beloukha contenente la sostanza attiva acido pelargonico con l’estensione dei seguenti impieghi: diserbo vivai di vite, colture arboree-fruttifere, disseccamento polloni (arancio, limone, pompelmo, mandarino, clementino, limetta, olivo, melo, pero, cotogno, nespole, nashi, susino, nocciolo, actinidia, lampone, mora e mora da siepe, melograno), trattamento dei germogli ascellari del tabacco, diserbo interfila delle colture orticole, diserbo letti di semina, trattamento per la distruzione delle colture intercalari e del maggese.
  • Con Decreto del Ministero della Salute del 14.12.2021   è stato esteso l’impiego del  formulato commerciale Scala contenente la s.a. pyrimethanil per il controllo di Monilia fructigena, Botrytis cinerea, Alternaria spp. e Neofabrea=Gloeosporium spp. sulle colture di melo e pero.
  • Con Decreto del Ministero della Salute del 10.01.2022 è stato esteso l’impiego del formulato commerciale Dagonis contenente la s.a. Fluxapiroxad e difenoconazolo per il controllo della cercospora spp. del radicchio.
  • Con Decreto del Ministero della Salute del 10.01.2022 è stato esteso l’impiego del formulato commerciale Serifel contenente la sostanza attiva Bacillus amyloliquefaciens ceppo MBI600 per il controllo di Alternaria su solanacee (pomodoro, peperone e melanzana) in pieno campo e oidio e marciume acido su vite  
  • Con Decreto Ministeriale del 10 dicembre 2021 il formulato commerciale Vacciplant contenete la sostanza attiva laminarina   45 g/L ha ottenuto l’estensione di impiego sulla vite per il controllo dell’oidio e lattughe e baby leaf per il controllo della peronospora
  • Con Decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2022 il formulato commerciale Plantivax contenente la sostanza attiva laminarina ha ottenuto la registrazione per l’utilizzo sulle colture di frumento, orzo, triticale, avena, segale, sorgo nei confronti di oidio, Blumeria graminis, septoria Zymoseptoria tritici, Elmintosporiosi, Helmintosporium spp.
  • Con Decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2022 il formulato commerciale Tomigan contenete la sostanza attiva fluroxipir ha ottenuto l’autorizzazione per il controllo delle infestanti dicotiledoni sulle seguenti colture: frumento tenero e duro, segale, triticale, orzo e avena, mais, cipolla, pomacee, drupacee, agrumi, olivo da olio e da tavola, prati pascoli e aree non coltivate
  • Con Decreto del Ministero della Salute del 29 gennaio 2022 il formulato commerciale Flipper contenete Sali potassici di acidi grassi ha ottenuto l’estensione di impiego sulle seguenti colture: ortaggi a bulbo  (afidi, acari, aleurodidi e tripidi), legumi freschi e secchi (afidi, acari, aleurodidi e tripidi), carota, sedano rapa, asparago, finocchio (  afidi, acari, aleurodidi e tripidi), cavoli a infiorescenza, cavoli a testa, cavoli e altre brassicacee da radice (  afidi, acari, aleurodidi e tripidi) , piccoli frutti (afidi, acari, aleurodidi e tripidi) ornamentali e floreali (cocciniglie), pomacee e drupacee (cimice asiatica), frutta a guscio   ( afidi, acari, aleurodidi,  tripidi e cocciniglie) olivo (eriofidi, sputacchina cocciniglie)