AGROMETEO
Dati meteo in tempo reale (Nome utente: RegioneAbruzzo Password: abruzzo)
Bollettini Agrometeo (i dati climatici della settimana precedente)
Il periodo da martedì 1 luglio 2025 a lunedì 7 luglio 2025 si è caratterizzato per valori termici ancora elevati e assenza di precipitazioni, fatta eccezione per alcuni episodi di modesta entità. Venti di libeccio hanno determinato un incremento significativo della domanda evapotraspirativa dell’ambiente soprattutto nella giornata di lunedì 7 luglio.
AGROFENOLOGIA
Fase fenologica:
In questa settimana si è notato una fase di stasi dal punto di vista fenologico.
Nella collina litoranea e media:
I vitigni precoci (Chardonnay e altri) sono in fase avanzata a inizio invaiatura (BBCH 81), ma la fase più rappresentativa è chiusura grappolo (BBCH 79).
I vitigni medio-precoci (Pecorino e altri) sono in fase avanzata a chiusura grappolo (BBCH 79).
I vitigni medio-tardivi (Montepulciano e altri) si trovano nella fase più rappresentativa in fase di pre-chiusura (BBCH 77), solo in qualche caso a chiusura grappolo (BBCH 79)
Nella valle Peligna, la situazione mostra un ritardo fenologico, come sempre, valutabile da una a due settimane.
TECNICA AGRONOMICA
In queste annate in cui tra gli effetti del cambiamento cliamatico ci sono temperature elevate e insolazioni prolungate, si raccomanda di defogliare al minimo, per arieggiare i grappoli e renderli raggiungibili dai trattamenti fitosanitari, mantendoli però protetti dall'insolazione diretta.
DIFESA
Monitoraggio: catture di lobesia quasi ovunque a zero, la cryptoblabes invece cattura a spot, su alcuni campi monitorati, mentre catture a zero o basese in altri campi (per dati dettagliati vedi VISUALIZZA MONITORAGGIO SU APP). L'infestazione di seconda generazione è stata, come previsto e segnalato bassa, si notano solo sporaici acini colpiti, peraltro in fase di disseccamento, grazie alle temperature elevate.
N.B. Per le schede di difesa cliccare sul link DPI Difesa 2025
Peronospora
Siamo sicuramente in una fase di basso rischio.
Caratteristiche dei principi attivi antiperonosporici
Lo sviluppo delle infezioni peronosporiche
Oidio
Dove l'oidio si è manifestato, continua a sporulare, anche se le infezioni, sia pure abbastanza diffuse, sono di bassa o lieve intensità.
Mantenere ancora attenzione: nel caso si rilevino focolai, gli interventi devono essere molto tempestivi .
Riportiamo uno stralcio di quanto è scritto nell'approfondimento linkabile "Lo sviluppo delle infezioni oidiche", in modo che ognuno possa valutare correttamente ai fini della propria strategia di difesa.
Sinteticamente per quanto rilevato finora a livello climatico: il fungo è stato fortemente penalizzato quando si sono verificate forti piogge. Nelle aree a alto rischio e dove c'erano state infezioni oidiche nell'anno precedente, abbiamo consigliato già di intervenire nelle prime fasi di sviluppo del germoglio. In questo momento le condizioni climatiche tornano ad essere favorevoli, se le temperature non superano i 30°C, ad eccezione delle giornate molto soleggiate che lo limitano.
Le caratteristiche del fungo
L’oidio è un fungo che attacca ogni genere di tessuto vegetale: foglie, infiorescenze, tralci ancora verdi e grappoli. Essendo un fungo ectoparassita, non penetra all’interno delle cellule colpite, ma resta all’esterno, nutrendosi tramite gli austori, mediante i quali sono ancorati alla parete esterna del vegetale.
Condizioni climatiche favorevoli o avverse
Le condizioni climatiche favorevoli, che aumentano la probabilità di diffusione della malattia, sono: ventosità, assenza di pioggia, temperature elevate non oltre 30°C, bassa umidità relativa dell’aria. Contrariamente alla peronospora, non ha bisogno di acqua per potersi diffondere.
Le condizioni climatiche avverse sono: piogge frequenti che dilavano i conidi (spore); temperature maggiori di 35° che bloccano l’attività del fungo; la luce diretta che mediante i raggi ultravioletti riduce l’attività dei conidi, soprattutto su grappolo.
Periodo di maggiore sensibilità
In zone a basso rischio: da fine fioritura a primo accrescimento degli acini.
In zone ad alto rischio: da germogliamento a invaiatura
.
Lo sviluppo delle infezioni oidiche
Caratteristiche dei principi attivi antioidici
Botrite
Una delle fasi critiche per l'infezione da parte di questo patogeno è la fase di pre-chiusura, che è quella maggiormente rilevata al momento per le medio-tardive quali montepulciano. Le condizioni climatiche non sono al momento favorevoli all'infezione.
Tignoletta della vite (Lobesia botrana)
L'infestazione della seconda generazione, come previsto e segnalato, è stata minima o nulla: dal monitoraggio solo pochi acini risultano bucati e, peraltro, si sono disseccati grazie all'insolazione e alle temperature elevate.
Ad eccezione del teramano nord, dove c'è una segnalazione di elevate catture (abbastanza anomala), negli altri casi catture ancora a zero o basse, presumibile coda della seconda generazione. I dati puntuali dei rilievi sono consultabili su "VISUALIZZA MONITORAGGIO della nostra app".
In questa settimana, tranne casi eccezionali, la difesa è sospesa.
Per la difesa si possono utilizzare i prodotti in tabella anche in base alla loro modalità di azione. Linee di difesa integrata e biologica da tignoletta della vite
Il posizionamento degli ovo-larvicidi va in genere a uovo testa nera, poco prima della schiusura, quello dei larvicidi (tra cui il Bacillus thuringiensis e lo Spinosad) qualche giorno dopo.
In base all'inizio e all'andamento delle catture, al monitoraggio visivo delle uova, qualora si decidesse di intervenire, si consiglia di posizionare tali trattamenti a partire da metà di questa settimana nel tollese-ortonese, teatino, pescarese litoraneo e teramano nord; tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima settimana nella collina media e interna del pescarese e, eventualmente, nel teramano sud.
Negli altri comprensori, tra cui vastese e frentano, dove le catture erano iniziate prima, gli interventi sono già stati eseguiti la scorsa settimana.
Tignola rigata (Cryptoblabes gnidiella)
La presenza della tignola rigata risulta meno prevedibile e delineabile rispetto alla lobesia botrana, sia perchè compare in alcuni vigneti e non su interi comprensori sia perchè le catture non hanno un inizio e un termine che facciano delineare le diverse generazioni, piuttosto c'è un accavallamento tra le stesse e le catture possono essere anche continuative. Il consiglio, pertanto, non può essere generalizzato ma, è rivolto a coloro che hanno trappole di monitoraggio con catture elevate; negli altri casi, pur consapevoli della differenza di sviluppo, si può sperare di contenerla, almeno in parte, grazie ai trattamenti rivolti alla lobesia. Un altro grande problema che si presenta nella lotta a questo lepidottero è che lo stesso ovidepone all'interno del grappolo e le ovideposizioni e le larve, pertanto, oltre a non essere facilmente monitorabili, non sono facilmente raggiungibili dal prodotto fitosanitario, ancor meno dopo che il grappolo si chiude.
Eriofidi (acariosi e erinosi), Cocciniglie, Tripidi, Fillossera
Segnalata ancora presenza di fillossera e erinosi, quest'ultima sopratutto su montepuilciano.
Segnalazioni di foglie con le classiche punteggiature da tripidi, soprattutto su montepulciano.
DIFESA BIOLOGICA
Monitoraggio: nei vigneti in biologico che sono nella rete di monitoraggio la situazione al momento non mostra problemi differenti da quelli descritti per i vigneti in integrato.
Tignoletta della vite (Lobesia botrana)
Fine della seconda generazione, vista la bassa infestazione non si consiglia un secondo intervento di Bacillus thuringiensis.
Prodotti fitosanitari nella difesa in biologico
Ci sono prodotti fitosanitari, corroboranti e sostanze di base, che possono aiutare in questo tipo di difesa.
Di seguito riportiamo una tabella dove abbiamo estrapolato i prodotti fitosanitari idonei alla difesa in biologico inseriti nel DPI Difesa Abruzzo 2025.
Si raccomanda in ogni caso di verificare la possibilità di utilizzo contro le varie avversità anche sulla base di quanto riportato in etichetta nei vari prodotti commerciali.
DPI DIFESA ABRUZZO 2025 (ESTRATTO PRODOTTI BIOLOGICI)
Peronospora
Limitare l'utilizzo del rame al minimo, o escluderlo del tutto, utilizzando prodotti alternativi.
Contenere l'utilizzo del rame
Uno dei prodotti indispensabili nella difesa biologica del vigneto è il rame. Questo elemento è, come sappiamo, un prodotto inserito tra quelli candidati alla sostituzione, in quanto il suo utilizzo provoca fenomeni di biotossicità nel terreno.
Essendo ritenuto, al momento, non sostituibile, è stato concesso il suo utilizzo in deroga limitatatmente a 4 kg di rame metallo per ettaro (o meglio, 28 kg in 7 anni).
In quest'ottica, soprattutto per il fatto di essere biotossico, è buona norma contenerne al massimo l'impiego. Questo può essere fatto attraverso diverse strategie:
- Seguire l'andamento climatico impiegandolo, quando necessario, nel momento giusto e nelle dosi giuste (le etichette di norma riportano un impiego minimo e uno massimo) in quanto ci sono momenti della stagione in cui le infezioni sono meno probabili e si può risparmiare sui quantitativi, o allungare i giorni tra un trattamento e l'altro.
- Utilizzare i formulati giusti, privilegiando, naturalmente non sempre e comunque, quelli che nel dosaggio impiegano minori quantitativi di rame metallo.
- Utilizzare in abbinamento al rame scelti sia tra i prodotti fitosanitari che tra i corroboranti, in modo che anche a basse dosi di rame si raggiungano risultati di una efficacia più o meno equivalente a quelli raggiunti utilizzando il rame a dose piena (ci sono diverse prove dimostrative a supporto).
Caratteristiche dei sali rameici per un corretto utilizzo
Oidio
Nel caso dove si notano focolai attivi si deve ancora intervenire con zolfo.
In altri casi si possono eventualmente impiegare prodotti alternativi.
Nel suo impiego non ci sono limiti massimi legali oltre quelli di etichetta, ma è sempre bene farne un uso appropriato e contenerne i consumi.
Oltretutto un suo apporto esagerato, soprattutto dopo che si è formato il grappolo e ci si avvicina alla vendemmia, può dare anche problemi enologici.
Nella difesa antioidica ci sono prodotti alternativi.
Prodotti fitosanitari alternativi allo zolfo
Botrite
Intervenire eventualmente in fase di pre-chiusura con i prodotti ammessi, tra cui il Bacillus subtilis; si può impiegare come corroborante la zeolite.
Link utili per approfondimenti
Ad oggi ci sono scarsi contributi scientifici e sperimentali nella difesa in biologico.
Uno degli obiettivi che ci si pone nella difesa in biologico è quello di utilizzare quantitativi ridotti di rame, mantenendo comunque una buona efficienza
Bassi dosaggi di rame per il controllo della peronospora